Libere divagazioni

Ispirate da un’armonia apparente mentre ne ricercavo il senso

C’è in questo scritto il paradosso, la frenesia
della vita moderna, le nevrosi evidenti o sottaciute, cioè presenti eppur ben controllate ma che tuttavia fanno capolino ad ogni occasione propizia.

C’è l’empito alla protesta e alla ribellione ma anche il pavido e comodo adagiarsi alla rassegnazione, al conformismo: c’è, insomma, tutta l’umanità moderna, con i suoi stress, i suoi condizionamenti, le sue maschere, i suoi incubi, le sue nevrosi, il grave malessere esistenziale che cagiona atteggiamenti paranoici e compulsivi, non sempre facilmente controllabili.


C’è, ancora, la ricerca dei “miti” attuali, come la spesa, il supermercato, il centro commerciale, l’inseguimento spasmodico di un risparmio ingannevole, il rifugio dell’io in una dimensione
onirica reale o artificiale, ma comunque onirica e perciò fallace. Eppure di fronte a questa realtà, la mente del lettore si scoraggia e preferisce pensare che il tema trattato sia piuttosto “fantascientifico” che reale e tuttavia assai verosimile.


Assai suggestivo appare l’uso delle maschere comportamentali che, per quanto strane, calzano
bene, tradendo una grande complicità di fatto tra l’io e la maschera indossata, che consente di vivere esperienze alquanto bizzarre – che prese a sé farebbero solo rabbrividire – ma tuttavia ben tollerate, in quanto ammantate e talora francamente soverchiate di perbenismo.


Nel lavoro di Sanfilippo affiorano tante contraddizioni: ma tutte hanno una finalità manifesta
o comunque intuibile da parte del lettore che, ancorché disorientato, riesce tuttavia a cogliere il
filo conduttore dell’ironia dell’autore.


I personaggi sono protagonisti della vita
reale, i cui gesti appaiono certamente esagerati e
talora apparentemente incoordinati ma alla fine il
lettore ne percepisce la forte caratterizzazione. I
fatti narrati oscillano bellamente tra il verosimile
e l’inverosimile. Tuttavia le parti conclusive sono
esaustive e ben chiaramente reiterano l’impronta
concettuale che l’autore ha voluto darne.


Alfredo Fisichella
In copertina: Olio su tela dell’artista Salvatore Farruggia.
NOTTURNO: CON TORRI DI BABELE, FISARMONICHE,
SCALE E VISEITA’ DEL “BUCO NERO”. 2007

Questa voce è stata pubblicata in Arte e Pittura, Letteratura, Pubblicazioni, Senza categoria e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.