Commento Valerio e lo specchio del Professore Antonio Vitellaro

Valerio e lo specchio

Caro Giuseppe, impossibilitato per gravi motivi familiari ad essere presente a questo interessante incontro per la presentazione della tua nobile fatica, non posso però mancare di inviarti un caro saluto, un augurio e una mia breve riflessione.

Il titolo, già di per sé, anticipa numerose situazioni narrative che non ti sfuggono. Il termine «specchio» è molto presente nella narrativa, sia in contesti metaforici che in situazioni reali. Quante volte abbiamo sentito ripetere la classica espressione «specchio dell’anima»! Tu non ti lasci sfuggire questa occasione, affascinato dalla ricchezza di sollecitazioni che promette. Valerio sente la mancanza dello specchio tra gli oggetti custoditi negli scatoloni, ma non ha fretta di cercarlo, per non complicarsi la vita.

“Ah, la nostalgia! Nello specchio vedeva riflesso l’unico amico che amava come se stesso.”

“Qualcosa tra i due si era guastato. Da quello specchio riceveva riflessi inquietanti della sua immagine. Si percepiva diverso, non si piaceva.”

Quando Valerio estrae il vecchio specchio dallo scatolone, lo abbraccia come un amico che ritorna da un lungo viaggio…

L’autore non intende restare entro i confini della realtà mentre è in vita. Il libro di cui parliamo avrebbe potuto intitolarsi La solitudine di Valerio e lo specchio che ne è testimone.

Nella Lettera semiseria all’amico Gino c’è una significativa dichiarazione sulla poetica a cui si ispira l’autore:

«La satira anima fino agli angoli più bui dell’animo umano per illuminare le nefandezze in esso nascoste. La logora, il potere contro il quale è invariabilmente rivolta. Mai la satira deve essere diretta contro i deboli, ma per liberare i deboli dalla tirannia del potere.»

Va bene! Ma nel libro c’è molto di più.

“Valerio, solo e indifeso, con il cuore colmo di ambascia, in un deserto di ricordi, aveva finito di ingannarsi. Negli occhi di quanti lo incontravano, nello specchio vedeva riflessa la verità. Valerio si stava spegnendo come una stella cadente, senza nemmeno il ricordo, perché dalla memoria si erano cancellate le tracce della sua vita. Non esisteva più. Ora ho capito il senso del sottotitolo: ‘Riflessi di un dramma’.”

Resta da leggere il libro. Leggete, gente, leggete!

— Professore Antonio Vitellaro

commento al libro: Valerio e lo specchio

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